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Diritto d'impresa e recupero crediti

Recupero crediti per imprese

Gestiamo l'intero percorso del recupero crediti: dalla diffida stragiudiziale al decreto ingiuntivo, fino al pignoramento, con ricerca dei beni del debitore su banche dati e registri immobiliari, per imprese che hanno un cliente che non paga.

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Quando serve

  • Un cliente non paga una fattura scaduta e la sollecitazione informale non ha funzionato.
  • Vuoi sapere se conviene agire giudizialmente prima di avviarne i costi, in base all'importo e alla solidità del debitore.
  • Hai già un decreto ingiuntivo o una sentenza e devi procedere al pignoramento.
  • Il debitore ha ricevuto un decreto ingiuntivo e vuoi valutare se e come opporti.
  • Devi recuperare un credito da una fattura elettronica e non sai quali allegati servono per il ricorso.
  • Hai crediti verso più clienti e serve un metodo, non un intervento isolato.

Cosa facciamo

Diffidiamo il debitore

Predisponiamo la diffida di pagamento, spesso sufficiente a risolvere la posizione senza costi giudiziali.

Otteniamo il decreto ingiuntivo

Presentiamo ricorso per decreto ingiuntivo, anche provvisoriamente esecutivo, con gli allegati corretti — comprese le fatture elettroniche.

Cerchiamo i beni del debitore

Accesso alle banche dati dell'Anagrafe Tributaria e ai registri immobiliari, per individuare beni utili all'esecuzione.

Procediamo con l'esecuzione

Pignoramenti mobiliari, immobiliari e presso terzi, fino alla soddisfazione del credito.

Cosa dice la legge

Il recupero di un credito commerciale segue una scala di intensità crescente: sollecito informale, diffida di pagamento, decreto ingiuntivo, precetto ed esecuzione forzata. Non serve quasi mai partire dal livello più alto: l'ordine dei passaggi, più della correttezza formale di ciascuno preso singolarmente, è spesso ciò che decide tra un recupero riuscito e mesi persi.

Nelle transazioni commerciali tra imprese, gli interessi di mora maturano automaticamente dalla scadenza della fattura, a un tasso maggiorato rispetto a quello legale ordinario, senza bisogno di una clausola specifica nel contratto. Se il debitore non paga, il passo successivo è di regola il ricorso per decreto ingiuntivo: uno strumento che consente di ottenere un ordine di pagamento senza processo ordinario, sulla base di una prova scritta del credito.

Qui va fatta una precisazione che cambia molte strategie: se il debitore si oppone e contesta il rapporto, la sola fattura non basta più a provare il credito. È un documento formato da una sola parte, e vale al più come indizio: serve affiancarla ad altro — ordini, conferme, corrispondenza, la prova di avvenuta consegna della merce o del servizio. Preparare questi elementi prima del ricorso, non dopo un'eventuale opposizione, è ciò che distingue un decreto che regge da uno che si sgretola in giudizio.

Ottenuto il decreto, il debitore ha di regola quaranta giorni per opporsi: se non lo fa, il decreto diventa definitivo ed esecutivo. Se propone opposizione ma non la fonda su prova scritta o di pronta soluzione, il giudice può comunque concedere l'esecuzione provvisoria già alla prima udienza. Per alcune materie — somministrazione, subfornitura, appalto, franchising tra le altre — l'opposizione impone anche un passaggio ulteriore, la mediazione obbligatoria: se il creditore che ha chiesto il decreto non la attiva, rischia di vederselo revocare.

Ottenuto un titolo esecutivo, la fase successiva è la ricerca dei beni del debitore: la ricerca telematica consente all'ufficiale giudiziario di accedere direttamente, su istanza del creditore, all'anagrafe tributaria e alle banche dati finanziarie e previdenziali, individuando conti correnti e rapporti di lavoro. È il presupposto di ogni pignoramento efficace, e conviene farla prima di decidere come procedere, non dopo aver già speso per un'esecuzione che rischia di trovare un patrimonio vuoto. Per la disciplina completa di ogni fase, con i riferimenti normativi, le guide su decreto ingiuntivo su fatture e su cliente che non paga entrano nel dettaglio.

Gli errori che vediamo più spesso

Chiedere il decreto ingiuntivo solo sulla fattura, senza altro

Se il debitore si oppone contestando il rapporto, una fattura isolata rischia di non bastare: servono ordini, conferme d'ordine, corrispondenza o prova di consegna raccolti prima di agire, non improvvisati dopo l'opposizione.

Agire senza aver prima verificato la solvibilità del debitore

Un decreto ingiuntivo vinto su un debitore senza beni aggredibili è un titolo che resta sulla carta: la ricerca dei beni, anche solo orientativa, andrebbe fatta prima di sostenere i costi dell'azione, non dopo.

Dimenticare la mediazione obbligatoria in caso di opposizione

Per alcune materie, se il debitore si oppone al decreto, è il creditore a dover attivare la mediazione. Non farlo espone al rischio concreto di vedersi revocare un decreto già ottenuto, con la posizione praticamente da rifare.

Aspettare troppo prima di muoversi

Più il credito invecchia, più cala la probabilità di incasso e più aumenta il rischio che il debitore, nel frattempo, si spogli di beni aggredibili: un sollecito o una diffida tempestivi restano spesso lo strumento più efficiente.

Trattare tutti i debitori allo stesso modo

Un cliente occasionale in difficoltà temporanea e un debitore sistematicamente inadempiente richiedono strategie diverse fin dal primo sollecito: applicare sempre lo stesso approccio, senza distinguere, fa perdere tempo prezioso in entrambi i casi.

Tempi e modalità

La prima valutazione parte dai documenti che già hai: fatture, ordini, contratti, eventuale corrispondenza con il debitore sul mancato pagamento. Su questa base valutiamo la solidità della posizione e, quando è possibile farlo in modo orientativo, la solvibilità del debitore, per capire se convenga partire da una diffida o procedere direttamente con il ricorso per decreto ingiuntivo. La consulenza iniziale si svolge per telefono o in videochiamata, con trasferta presso il cliente quando la situazione lo richiede, e indichiamo fin da subito una stima dei tempi e dei costi delle fasi successive. Ogni passaggio — opposizione, ricerca dei beni, esecuzione — viene poi valutato passo dopo passo, in base a come reagisce concretamente il debitore, senza avviare fasi costose che non aggiungono probabilità reali di incasso.

Come lavoriamo

Prima di avviare qualunque azione valutiamo il rapporto tra costo dell'azione e reale recuperabilità del credito: agire senza aver verificato la solidità del debitore è spesso un costo aggiuntivo, non una soluzione. Una prima valutazione, per telefono o in videoconferenza, chiarisce la strada più efficiente per il tuo caso. Lavoriamo da remoto — per telefono o videoconferenza — e in trasferta, quando serve, direttamente presso il cliente.

Il nostro metodo di lavoro, nel dettaglio →

Domande frequenti

Approfondimenti

Decreto ingiuntivo e opposizioneCliente che non paga: cosa fare

Parliamo del tuo caso.

Una prima valutazione, da remoto o in trasferta, per capire come muoverti.

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