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Diritto del lavoro

Avvocato del lavoro a Firenze, per lavoratori e aziende

Lo studio segue lavoratori e aziende di Firenze, Prato e Lucca in tutte le questioni del rapporto di lavoro: licenziamenti, contestazioni disciplinari, stipendi e TFR non pagati, mobbing e demansionamento, contratti, conciliazioni e cause davanti al giudice del lavoro. Nel diritto del lavoro molti termini sono brevi: conviene far esaminare subito i documenti.

Richiedi un primo esame →Chiama 055/481035
Per chi
Lavoratori dipendenti e aziende di Firenze, Prato e Lucca. Per le aziende anche in forma continuativa, a canone fisso.
Che cosa
Licenziamenti, sanzioni disciplinari, retribuzioni e TFR, mobbing, dimissioni, contratti, conciliazioni e cause di lavoro.
Termini da ricordare
Il licenziamento si impugna entro 60 giorni dalla comunicazione scritta (art. 6 L. 604/1966).
Chi se ne occupa
RussoLegal & Co., studio legale dell'Avv. Matteo Russo (Ordine degli Avvocati di Firenze, n. 2015000128), e i suoi collaboratori.

Richiedi un primo esame

Poche informazioni per capire la situazione e i termini da rispettare. Richiamiamo entro un giorno lavorativo. La richiesta non comporta il conferimento di alcun incarico: l'incarico si conferisce solo per iscritto, dopo il preventivo.

L'invio della richiesta non instaura alcun rapporto professionale e non determina l'assunzione di un incarico difensivo, che richiede il conferimento di apposito mandato.

Quando serve

  • Hai ricevuto una lettera di licenziamento e vuoi capire se è contestabile e entro quando.
  • Ti è arrivata una contestazione disciplinare e devi rispondere, oppure sei un'azienda e devi contestare un comportamento a un dipendente.
  • Lo stipendio, gli straordinari o il TFR non sono stati pagati, o sono stati pagati meno del dovuto.
  • Sul lavoro subisci comportamenti ostili ripetuti, oppure ti hanno tolto mansioni e responsabilità senza una ragione.
  • Ti viene proposto di firmare un accordo o una conciliazione e vuoi sapere a che cosa rinunci.
  • Sei un'azienda e vuoi un riferimento stabile per contratti, sanzioni e vertenze con i dipendenti.

Cosa facciamo

Licenziamenti

Esame della lettera e dei termini, impugnazione entro 60 giorni, conciliazione e ricorso al giudice del lavoro, dalla parte del lavoratore.

Avvocato per licenziamenti →

Contestazioni e sanzioni disciplinari

Per l'azienda: contestazione corretta e proporzionata. Per il lavoratore: giustificazioni nei 5 giorni e impugnazione della sanzione.

Procedimento disciplinare →

Stipendi, straordinari e TFR

Ricostruzione di quanto spetta, diffida al datore di lavoro, decreto ingiuntivo o ricorso per le somme non pagate.

Mobbing e demansionamento

Valutazione dei fatti e delle prove, richiesta di cessazione dei comportamenti e di risarcimento del danno.

Guida su mobbing e straining →

Contratti, dimissioni e conciliazioni

Contratti di lavoro e collaborazioni, dimissioni, accordi di uscita e conciliazioni in sede protetta.

Assistenza alle aziende sui dipendenti

Contestazioni, licenziamenti, assenze, controlli, trasferimenti e patti di non concorrenza, dalla parte del datore di lavoro, anche a canone mensile fisso.

Avvocato del lavoro per le aziende →

I termini che contano

Il licenziamento va impugnato entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione scritta, con qualsiasi atto scritto anche stragiudiziale. Nei 180 giorni successivi bisogna depositare il ricorso in tribunale oppure chiedere il tentativo di conciliazione o l'arbitrato: altrimenti l'impugnazione perde efficacia (art. 6 L. 604/1966). Chi lascia passare questi termini perde la possibilità di contestare il licenziamento, anche se era illegittimo. La guida su come impugnare un licenziamento spiega i passaggi nel dettaglio.

Prima di applicare una sanzione disciplinare il datore di lavoro deve contestare l'addebito per iscritto e ascoltare le difese del lavoratore, che può farsi assistere da un rappresentante sindacale. Le sanzioni più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicate prima che siano trascorsi 5 giorni dalla contestazione scritta, e delle sanzioni non si può tenere conto dopo due anni dalla loro applicazione (art. 7 L. 300/1970).

Il contratto a termine senza condizioni particolari può durare al massimo 12 mesi; fino a 24 solo nei casi previsti dalla legge e dai contratti collettivi. Se i limiti vengono superati, il contratto si trasforma a tempo indeterminato dalla data del superamento; se invece il termine non risulta da atto scritto, è privo di effetto (art. 19 d.lgs. 81/2015).

Le rinunce e le transazioni che riguardano diritti del lavoratore previsti da norme inderogabili si possono impugnare entro sei mesi dalla fine del rapporto o dalla firma, se successiva; la regola non vale per le conciliazioni firmate nelle sedi protette previste dalla legge (art. 2113 c.c.). Per questo un accordo di uscita va letto con attenzione prima di firmarlo, non dopo. Il datore di lavoro, infine, deve adottare le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei dipendenti (art. 2087 c.c.): è la norma su cui si fondano le tutele contro mobbing e demansionamento.

Gli errori che vediamo più spesso

Aspettare prima di impugnare il licenziamento

I 60 giorni passano in fretta, soprattutto se nel frattempo si cerca un accordo con l'azienda. Una lettera di impugnazione mandata in tempo non chiude le trattative, e tiene aperta la possibilità di agire.

Rispondere a una contestazione disciplinare senza ragionarci

Le giustificazioni scritte o date a voce nei 5 giorni diventano il punto di partenza di un eventuale licenziamento. Ammettere troppo o tacere del tutto può pesare più del fatto contestato.

Contestare un addebito in modo generico o in ritardo

Per l'azienda, una contestazione vaga o arrivata molto tempo dopo i fatti può rendere illegittima la sanzione o il licenziamento che ne segue, anche quando il comportamento era davvero grave.

Firmare un accordo di uscita senza sapere a che cosa si rinuncia

Una conciliazione firmata in sede protetta non si può più impugnare: prima di firmare conviene verificare quali somme e quali diritti restano fuori.

Rinnovare i contratti a termine senza contare i mesi

Superare i limiti di durata trasforma il rapporto a tempo indeterminato dalla data del superamento. Spesso l'azienda se ne accorge solo quando il dipendente lo fa valere.

Come si parte

Si parte dai documenti: la lettera di licenziamento o di contestazione, il contratto, le buste paga, le comunicazioni scambiate. Nel primo colloquio, per telefono o in videoconferenza, verifichiamo i termini che stanno correndo e diciamo con chiarezza quali strade sono percorribili, con costi e tempi prevedibili. Il preventivo è sempre scritto e arriva prima dell'incarico. Se c'è un termine in scadenza, la prima cosa che facciamo è metterlo al sicuro.

Come lavoriamo

Seguiamo sia lavoratori sia aziende, mai le due parti dello stesso rapporto. Per le aziende c'è la pagina dedicata all'avvocato del lavoro per le aziende; a chi ha bisogno di un riferimento stabile il lavoro rientra nell'assistenza continuativa a canone fisso. Lo studio è del Foro di Firenze e segue clienti anche a Prato, nella Lucchesia e nel resto della Toscana.

Il nostro metodo di lavoro, nel dettaglio →

Il giudice del lavoro

Le cause di lavoro si svolgono davanti al tribunale in funzione di giudice del lavoro, con un rito più rapido di quello ordinario: termini stretti per gli atti e un'udienza di discussione ravvicinata. Di regola, per chi lavora a Firenze e nella Città Metropolitana la sede è la sezione lavoro del Tribunale di Firenze; per Prato e Lucca i rispettivi tribunali. Con un rito così veloce, la preparazione del ricorso o della difesa va curata fin dal primo atto.

Domande frequenti

Approfondimenti

Impugnare un licenziamentoIl procedimento disciplinareLicenziare: i nuovi rischi per le impreseMobbing: cos'è e come difendersiDimissioni telematiche e revoca

Parliamo del tuo caso.

Una prima valutazione, da remoto o in trasferta, per capire come muoverti.

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